Il nostro rapporto con le macchine è viziato da un eternity bias: l'illusione che dati, memoria e potere di calcolo siano eterni e infiniti. Salviamo tutto, rileggiamo poco, non dimentichiamo nulla. Ma una mente che non può dimenticare smette di distinguere, di collegare e infine di pensare.

Undurable parte dall'assunto opposto: la consapevolezza della fine genera cura. Si sceglie cosa conservare perché non si può conservare tutto, e in questa scelta, nel limite, nell'errore e nell'oblio, sta la parte umana della tecnologia.

I progetti di Undurable usano mondi simulati e software sperimentale per imporre limiti di spazio e di tempo agli ambienti digitali, osservarne le conseguenze e restituire alla mente umana il ruolo di principale dispositivo di conservazione e trasmissione della conoscenza.

De-databasing

Applicazioni che rinunciano al database, o che riducono al minimo il ricorso a una memoria persistente.

Data fading

I dati non restano lì per sempre: sbiadiscono col tempo, e quello che conta è ciò che si sceglie di tenere.

Oblio controllato

Dimenticare come funzione, non come guasto: per tornare a imparare, comprendere, ricordare e diffondere.